Giovedì 13 Dicembre 2018
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Francesca Leone: "appunti" di contemporaneo al loggiato San Bartolomeo   versione testuale
Trenta opere raccontano il mondo dell'artista romana. L'esposizione si articola in due sezioni: i ritratti dei grandi personaggi del '900 e i pezzi realizzati con una particolare tecnica mista. In allestimento fino al 4 maggio. Ingresso gratuito
Il ritratto di Gandhi
Il ritratto di Gandhi
Dal 10 aprile, al Loggiato di San Bartolomeo di Palermo (corso Vittorio Emanuele 25) è in allestimento la mostra personale di Francesca Leone, curata da Claudio Strinati e da Marco di Capua.
L’artista, invitata ad esporre al MOMA (Museum of Modern Art di Mosca) e a Palazzo Venezia di Roma a partire dal prossimo autunno, è esponente della rinascita della pittura figurativa, fortemente ancorata al mondo contemporaneo.
La mostra, promossa dalla Provincia regionale di Palermo e organizzata da Il Cigno GG Edizioni, che ne cura anche il catalogo, è composta da due sezioni per un totale di circa 30 opere, provenienti da collezioni pubbliche e private: una dedicata ai ritratti delle personalità che secondo l’artista hanno contribuito in modo determinante alla causa della pace nel mondo (Martin Luter King, Mahatma Gandhi, Aung San Suu Kyi); l’altra tutta rivolta ad indagare il contemporaneo, grazie a una tecnica pittorica che intreccia le infinitesimali pennellate per costruire figure ben delineate. Emerge da questa sezione tutto il senso di solitudine e alienazione che segna il nostro tempo.
Romana, cresciuta in una famiglia d’artisti (la madre ballerina di danza classica professionista; il padre Sergio, celebre regista cinematografico) Francesca Leone inizia la sua attività molto giovane. Dopo il diploma di maturità scientifica, segue il corso di scenografia presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma e collabora con il padre nella produzione di alcuni importanti film. Tuttavia la sua vera passione rimane la pittura.
Claudio Strinati scrive di lei: “Ricostruisce i volti come fossero degli immani edifici, provenienti da un tempo e uno spazio non conoscibili, carichi di potenza emotiva ma sprofondati in una dimensione remota che avanza verso l’osservatore suggerendogli una ipotesi di lontananza irrecuperabile. Le fisionomie sono analizzate dalla pittrice e restituite sulla tela con acuto senso della verosimiglianza, ma quei volti sono dei monumenti solenni, dipinti con una sorte di flusso luminoso cangiante che assume forma stabile e granitica pur mantenendo una sorta di animazione interna della materia pittorica stessa”.
La mostra resterà in allestimento fino al 4 maggio e potrà essere visitata gratuitamente dal martedì al sabato, dalle 16.30 alle 19.30; la domenica, dalle 10 alle 13. In vendita il catalogo.  
 
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