Giovedì 13 Dicembre 2018
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Riserva naturale orientata   versione testuale



 

 

Ustica, situata nel Tirreno meridionale a circa 32 miglia marine dalla costa palermitana, è un’isola di origine vulcanica e costituisce la sommità di un vasto apparato vulcanico emerso più di 1.600.000 anni fa.
La valenza naturalistica della “perla nera del mediterraneo” è notevole, infatti, l’isola, nei suoi quasi 9 Kmq, racchiude la Riserva Naturale Orientata Isola di Ustica di istituzione regionale, il S.I.C. ( Sito d’Importanza Comunitaria) e lo Z.P.S. ( Zona di Protezione Speciale), di istituzione comunitaria, le cui perimetrazioni coincidono, così come identico è il codice Natura 2000, ITA 020010 Isola di Ustica. 
Una parte considerevole della Riserva Naturale Orientata è sovrapposta al S.I.C.-Z.P.S.
Inoltre, nell’area di mare antistante l’isola, insistono l’Area Marina Protetta di istituzione nazionale ed il S.I.C. Fondali dell’Isola di Ustica, d’interesse comunitario. L’A.M.P., una delle prime riserve marine italiane, è stata istituita nel 1986 dal Ministero dell’Ambiente, per tutelare e promuovere gli splendidi fondali dell’isola.
La Riserva Naturale Orientata Isola di Ustica è stata istituita dalla Regione Siciliana con Decreto dell’Assessorato Regionale Territorio Ambiente n. 822/44 del 20/11/1997 e contestualmente affidata in gestione alla Provincia Regionale di Palermo.
Estesa complessivamente 204,37 Ha, è suddivisa in zona A (riserva) di 120 Ha ed in zona B (preriserva) di 84,37 Ha.
L’area protetta è stata istituita per tutelare la presenza di Limonium bocconei (una specie endemica ad areale circoscritto ad Ustica, Favignana, Levanzo ed al Palermitano) e della Crithmo-Limonietea, nonché gli interessanti aspetti di macchia a Lentisco, Sparzio, Alaterno ed Euforbia, che tendono a riconquistare le pendici rimboschite .   
La flora vascolare comprende circa 570 entità, costituite prevalentemente da piante di origine mediterranea, che ben sopportano le condizioni caldo aride, caratterizzanti la stagione estiva sull’isola.
 
Altrettanto rilevanti naturalisticamente sono le valenze geologiche, paesaggistiche ed in particolare faunistiche dell’area protetta. 
Quest’ultima è determinata principalmente dalla presenza di avifauna sia stanziale sia migratoria, la quale nei due periodi  di migrazione autunnale e primaverile, trova nell’isola un luogo fondamentale di sosta e di rifocillamento. Dal 2000 è, quindi, attivo l’Osservatorio Ornitologico della R.N.O. Isola di Ustica, operante in collaborazione con la Stazione d’Inanellamento Siciliana. Le specie di uccelli note per Ustica sono oltre 170, tra le quali diciotto specie di rapaci, importanti indicatori ecologici.  
La fertilità dell’isola ha attratto varie popolazioni sin dall’antichità, le cui testimonianze principali sono visibili al villaggio dei Faraglioni e sulla Falconiera. Ancora oggi sono praticate attività agricole tradizionali, tra le quali la più importante è la coltivazione della prelibata lenticchia usticese e del cappero. 
Il sito SIC/ZPS Isola di Ustica ITA 020010 è esteso per 294 ha, esso comprende quasi integralmente la zona A di riserva e la fascia costiera dell’isola.
La Provincia Regionale di Palermo ha redatto, su incarico della Regione Siciliana, il Piano di gestione di tale sito, procedendo, in tale occasione, all'aggiornamento e verifica della carta degli Habitat e dei Formulari Natura 2000, così come evidenziato nella carta degli habitat (vedi carta habitat).
Il Piano di gestione è stato approvato e pubblicato nel sito della Regione Sicilia.
Nel sito, di rilevante interesse per l’avifauna è l’area, seppur limitata come estensione, dell’habitat prioritario codice 3170* (Stagni Temporanei Mediterranei), in quanto uniche zone umide dell’isola, che ospitano, in particolare durante i due periodi migratori primaverile ed autunnale, le specie migratrici legate a tali ambienti.  Nel gorgo salato, il più esteso di tale habitat, non è raro incontrare anche la Cicogna


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