L'artista romagnolo espone mezzo secolo di pittura e 100 opere nei saloni settecenteschi dell'edificio di via Maqueda. Aperture al pubblico tutti i giorni (escluso il lunedì) dalle 10 alle 19.

Cinquant’anni d’arte e di rigore creativo, vissuti con una cifra del tutto personale, lontano dai circuiti più battuti, con la coerenza e la lucidità dei veri maestri. Sono i cinquant’anni d’arte (dal ’58 ad oggi) del pittore romagnolo Alberto Sughi, protagonista della mostra antologica di Palazzo Sant’Elia (via Maqueda 81), promossa dalla Presidenza della Provincia regionale di Palermo con l’assessorato regionale ai Beni culturali e Pubblica Istruzione, organizzata da “RomaArtificio”, in collaborazione con l'Associazione Amici dell'Arte e con la Società Beni Culturali, e con l’Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica, del Senato e della Camera dei deputati.
Sughi, che compie quest’anno 80 anni, è esponente di primo piano dell’arte italiana del secondo Novecento: pittore figurativo, di stile espressionista, appartato e poco avvezzo a seguire scuole e correnti prestabilite, è stato uno degli artisti più amati e citati da Federico Fellini, che ne ammirava l’intensità delle opere, l’originalità, la tempra umana.
L’allestimento della mostra comprende 100 opere – tra gessi, olii su tela, tempere - che abbracciano i temi cari al pittore: gli interni borghesi, i bar fumosi, i prati rigogliosi (con i colori brillanti che rendono così particolare il cosiddetto ‘ciclo dei verdi’), soprattutto le donne – stravaccate sulla sedia, filiformi, dolenti, di profilo o di schiena - che Sughi raffigura con i suoi tratti rapidi, la luce malinconica, quell’aura ineffabile di solitudine e di abbandono che custodisce il mistero dei suoi quadri e al tempo stesso ne svela la natura più intima.
Uno sguardo non ideologico, quello di Alberto Sughi, che rinuncia alla denuncia sociale per andare invece alla ricerca di un modo nuovo, rispetto al Neorealismo, di confrontarsi con la realtà, senza per questo approdare alla pittura astratta.
Il risultato è una narrazione, a tratti cinematografica, di un mondo senza eroi, di una condizione di disagio e assenza di dialogo di cui emergono tutte le implicazioni intimistiche e psicologiche.
I quadri di Sughi sono stati esposti in tutte le più significative rassegne d’Arte Contemporanea, alla Biennale Internazionale di Venezia, alla Quadriennale di Roma, di cui negli Anni Novanta è stato presidente, ed in molti musei italiani e stranieri. Dopo l’allestimento palermitano la mostra sarà ospitata a Londra, all’Istituto Italiano di Cultura.
La mostra resterà aperta fino al 2 agosto e potrà essere visitata tutti i giorni, con orario continuato, dalle 10 alle 19; chiusura il lunedì.
Ingresso 7 euro (intero) - 5 euro (ridotto): Per i gruppi, biglietto 6 euro (minimo 10 persone) (ingresso gratuito per un accompagnatore) - 3 euro (scuole) - gratuito per bambini da 0 a 6 anni; per 1 accompagnatore per gruppo; per i disabili e i loro accompagnatori; per giornalisti e pubblicisti accreditati; per i militari in divisa. Catalogo "Skira" in vendita al pubblico.
Per informazioni, Palazzo S.Elia 091-6169799 (fax: 091-6628289); ufficio-relazioni con il Pubblico di Palazzo Comitini 091-6628923/8450/8290. On line, www.romartificio.com; mkt.albertosughi@gmail.comnella foto, l'opera di Alberto Sughi "Il Caffè"
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