Domenica 22 Settembre 2019
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''La camera dello sguardo'' a Palazzo S.Elia: 50 anni di grande fotografia italiana vissuti con gli occhi di 29 maestri. A cura di Achille Bonito Oliva. Fino al 21 marzo   versione testuale
Ultimi giorni per visitare l'esposizione promossa dalla Provincia e organizzata da Civita Sicilia. Ingresso gratuito. In mostra, tra gli alri, le opere di Giacomelli, Scianna, Basilico, Berengo Gardin, Toscani. Fino al 21 marzo. Nel week-end laboratori didattici per i bambini e visite per gli adulti

Palermo, marzo 2010 - La camera dello sguardo per osservare e catturare la realtà; un punto di osservazione ''dall'alto'' per ritrarre il mondo dalla giusta distanza. Un ''movimento da fermo'' che percorre e segna come un misterioso filo rosso le diverse esperienze della grande fotografia italiana.
''La camera dello sguardo-Fotografi italiani'' è il titolo della mostra fotografica promossa dalla Provincia regionale di Palermo, organizzata da Civita Sicilia da un progetto di Incontri internazionali d’Arte e curata da Achille Bonito Oliva, in allestimento a Palazzo S.Elia fino al 21 marzo.
L'esposizione - un collettivo inedito ideato e allestito per S.Elia - ospita una collettiva ricchissima, che conta 29 autori (tra i quali due siciliani, Ferdinando Scianna e Lia Pasqualino) e 98 opere. Un lungo viaggio per immagini, dagli anni ’50 ad oggi, un excursus di luoghi, facce, epoche, illuminazioni, pensieri e solitudini che, nella sua complessità e totalità, declina lo stile della fotografia italiana e delinea una virtuosa comunione tra fotografia e arte riconosciuta a livello internazionale. 
''La Provincia di Palermo – spiega il Presidente Giovanni Avanti - accoglie la grande fotografia italiana per una mostra che si annuncia  come un grande evento culturale, per il pregio dei maestri che espongono le loro opere e per l’eterogeneità dei temi e dei soggetti trattati. La mostra di Palazzo S.Elia vuole essere la testimonianza autentica del grande interesse e dell’attenzione che la fotografia di altissima qualità riscuote nel pubblico, ma rappresenta anche la strategia culturale della Provincia di Palermo, che intende offrire alla fruizione generale quanto di meglio vi sia nel panorama artistico, nella consapevolezza che la crescita economica e lo sviluppo del territorio non possano prescindere dalla loro integrazione con una crescita culturale dell’intera comunità. La prestigiosa sede museale di via Maqueda mette a disposizione di autori, curatori e pubblico gli splendidi saloni affrescati del Settecento, ma li proietta in una dimensione assolutamente contemporanea, in un affasciante gioco di ‘contrasti’, che non toglie nulla alla bellezza degli interni, ma anzi la arricchisce e la  rinnova''.

GLI AUTORI - In mostra opere di Claudio Abate, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Antonio Biasucci, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano, Mario Cresci, Luciano D’Alessandro, Franco Fontana, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Raffaella Mariniello, Paolo Mussat Sartor, Ferdinando Scianna, Paul Thorel, Aniello Barone, Luca Campigotto, Federico Garolla, Mario Giacomelli, Luigi Ghirri, Ugo Mulas, Lia Pasqualino, Beatrice Pediconi, Dino Pedriali, Paolo Pellegrin, Marialba Russo, Paola Salerno, Oliviero Toscani.

IL CURATORE ACHILLE BONITO OLIVA - Tanti i temi, i soggetti, le storie scelti per le varie inquadrature, ma uno soltanto il denominatore che lega le immagini esposte: “La fotografia italiana – scrive Bonito Oliva nel testo critico in catalogo – [……] introduce  nell’ambito dell’immagine la torsione tipica dell’anamorfosi, che appartiene alla storia della pittura, adoperando rigorosamente gli strumenti del linguaggio fotografico. Si mette nella posizione del duello: il fotografo, di fronte al dato, non lascia scattare il dito sulla macchina precipitosamente, bensì promuove una serie di relazioni e rispecchiamenti, [….] La fotografia non è casuale e istantanea, non è il risultato di un raddoppiamento elementare, bensì di una messa in posa che complica e rende ambigua la realtà da cui parte”.
Bonito Oliva definisce “pathos della distanza” la “consapevolezza di una presenza, di un diaframma costituito dal linguaggio figurativo che permette di denominare le cose ma non di possederle”. Da qui, dalla posizione volutamente ‘aliena’ del fotografo, trae origine il titolo della mostra, il riferimento forse a prima vista enigmatico a quello spazio blindato e asettico che è l’occhio del fotografo, camera dello sguardo, appunto, strumento preciso per accedere alla conoscenza, il rovescio della medaglia, secondo Bonito Oliva, della “perdita”. “Il fotografo – scrive ancora il curatore – adopera la stessa ‘civile ipocrisia’, utilizza materiali e convenzioni che rappresentano e nello stesso tempo negano la rappresentazione tra astrazione e figurazione. Oscilla liberamente con piacere e dolore costruendo immagini presenti e allusive, vicine e anche distanti. La vicinanza è dettata dalla scelta del materiale e dalla convenzione visiva che afferma e conferma la precisione dello sguardo. La distanza è rappresentata dalla filosofia dello sguardo stesso che conosce la sua possibilità e contiene anche la memoria di un contatto ormai impossibile da realizzare e ricostruire”.  

I SOGGETTI - Immagini di ieri e di oggi aprono porte su mondi anche diametralmente opposti: gli impenetrabili palazzoni moscoviti della burocrazia e del rublo, fotografati nel 2007 da Gabriele Basilico, e l’enigmatica Natività di Antonio Biasiucci (del 2009); uno stralunato Ezra Pound in vestaglia a 81 anni, fotografato a Sant’Ambrogio di Rapallo da Lisetta Carmi, e l’artista Maurizio Mochetti, sornione e intrigante nei suoi smaglianti 33 anni, ritratto da Elisabetta Catalano; il Banco dei pegni di Napoli, con il vecchietto smunto perso fra santini e carabattole fotografato da Luciano D’Alessandro nel ‘65, e Simonetta Visconti, ribattezzata “la prima donna della moda italiana”, immortalata nel ’56 nel suo atelier di Roma da Federico Garolla (lo stesso autore della foto di Pasolini, anno ’56, che gioca a calcetto su un campetto di fortuna a Centocelle).
Volti noti e altri sconosciuti, gli afflitti e i privilegiati, ovvero l’elegante coppia newyorkese di Gianni Berengo Gardin e il disoccupato di Gragnano, fotografato da D’Alessandro; il cinema, l’arte e la letteratura, paesaggi urbani con rifiuti, nelle foto di Aniello Barone, campagne sconfinate, nella Basilicata di Franco Fontana che avrebbe potuto fare da sfondo ad un film di Antonioni, montagne ostili, nell’Afghanistan di Paolo Pellegrin. Lia Pasqualino, presente con 4 opere, fotografa sul set del film di Roberto Andò “Il manoscritto del principe”, Jeanne Moreau, Leopoldo Trieste, Michel Bouquet, Laurent Terzieff; Dino Pedriali ruba un gesto a Federico Fellini e a Andy Warhol. In allestimento anche quattro immagini di Mario Giacomelli, il fotografo del ''realismo magico'' che fu anche tipografo, poeta e pittore, tratte da due delle sue serie più note: “La notte lava la mente”, che cita nel titolo i versi di Mario Luzi, e “Io non ho mani che mi accarezzino il volto”, il ciclo dei pretini che pattinano in tonaca, citazione dei versi di padre David Maria Turoldo.
Quattro le foto firmate da Ferdinando Scianna: gli scatti delle feste religiose di Tre Castagni e Racalmuto del ’63 e ‘64, tra devozione popolare ed ebbrezza profana - tratte dal primo libro “Feste religiose in Sicilia”, con la prefazione di Leonardo Sciascia - e gli scatti del reportage realizzato nell’88 nel villaggio di Kami, in Bolivia, a 3500 metri di altezza, tra i volti scavati e gli sguardi di ossidiana dei discendenti degli indios.
In mostra anche un’immagine-shock di Oliviero Toscani: si tratta della discussa ''Anorexia'', scattata per la campagna 2007 contro l’anoressia di un noto marchio di abbigliamento per ragazze. Isabella Caro esibisce i suoi 31 chili di pelle e ossa per sollevare il velo sul tema dei disturbi del comportamento alimentare.

Per il pubblico sono state organizzate visite guidate e laboratori didattici: le prime hanno un costo di 60 euro per gruppi di max 25 persone, mentre i laboratori, curati da Civita Sicilia in collaborazione con il laboratorio di restauro di fotografie 'Folia', hanno un costo di 150 euro (per gruppi di max 25 persone). Profani e appassionati possono così essere introdotti ai segreti del magico processo di creazione di un’immagine, scoprendo passo dopo passa come nasce una fotografia. 

Inoltre, le domeniche di marzo (il 7, il 14 e il 21), a partire dalle 10.30, i bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni potranno partecipare a laboratori creativi e didattici, mentre i loro genitori potranno usufruire di visite guidate. Sabato 13 e 20 marzo, invece, Ogni domenica  di marzo  (ultimo appuntamento il 21) dalle ore 10,30 presso gli splendidi saloni di Palazzo Sant’Elia, il servizio didattico della mostra La camera dello sguardo. Fotografi italiani propone un laboratorio per bambini dai 6 ai 12 anni ed una visita guidata per i genitori. Sabato 13 e sabato 20 marzo sempre dalle 10.30  il laboratorio sarà dedicato invece ai bimbi dai 4 ai 6 anni, mentre una visita guidata accompagnerà i genitori. I bambini sperimenteranno insieme le origini dello sviluppo fotografico indagandone gli aspetti tecnici e il linguaggio artistico, gli adulti viaggeranno nel variegato e affascinate mondo della fotografia italiana attraverso le opere dei grandi maestri come Ferdinando Scianna, Gabriele Basilico, Mimmo Jodice Luigi Ghirri e dei giovani protagonisti della scena internazionale come Luca Campigotto, Aniello Barone e Beatrice Pediconi. Il servizio didattico è a cura di Civita Sicilia in collaborazione con il laboratorio di restauro di fotografie Folia.

laboratorio bimbi: euro 12 a partecipante (min. 10, max 15 partecipanti)
visita guidata adulti: euro 6 a partecipante (min.10, max 25 partecipanti)

Per prenotazioni (obbligatorie): Civita Sicilia - tel 091 8887767 (mar-ven 9.00-14.00) - fax 091 8889838 - segreteria@civitasicilia.it

INFORMAZIONI UTILI
Sede mostra: Palazzo S.Elia, via Maqueda 81)
Orari: da martedì a domenica, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19,30. Chiuso lunedì.
Ingresso libero
Informazioni: dal martedì al venerdì, dalle 9 alle 14 al numero 091 8887767 segreteria@civitasicilia.it - www.civita.it - www.provincia.palermo.it   (sezione iniziative ed eventi)

UFFICIO STAMPA CIVITA SICILIA
Antonio Gerbino Tel. +39 091 8887767 press@civitasicilia.it
UFFICIO STAMPA PROVINCIA REGIONALE DI PALERMO
Angelo Scuderi, Federica Certa Tel. +39 091 6628835 – 6628936
stampa@provincia.palermo.it  - provinciapa@libero.it

“La camera dello sguardo” può essere visitata  gratuitamente da martedì alla domenica, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19,30. Chiuso lunedì.
Per informazioni: chiamare dal martedì al venerdì, dalle 9 alle 14, allo 091/8887767
segreteria@civitasicilia.it

Il catalogo illustrato bilingue, con il testo critico di Achille Bonito Oliva, è edito da Peliti Associati.


''La Camera dello sguardo'' resterà in allestimento a Palazzo S.Elia (via Maqueda 81) fino al 21 marzo 2010 e può essere visitata gratuitamente dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19:30. Chiusura il lunedì.

foto di Gianni Berengo Gardin - ''New York'' - 1969

per informazioni: dal martedì al venerdì, dalle 9 alle 14, 091/ 8887767 
Ufficio relazioni con il pubblico della Provincia: 091-6628450/8290/8923
 www.civita.it - www.provincia.palermo.it
segreteria@civitasicilia.it.



 

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