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Fontana Pretoria   versione testuale
piazza Pretoria

 Negli anni settanta del 1500 il senato palermitano cercava di dare maggiore risalto a quella che allora era la piazza del Pretore.   Il Senato volgeva l'attenzione verso una macchina matmorea che Don Pietro Toledo, già Vicerè di Napoli, aveva  fatto scolpire per la sua villa di Firenze da Francesco Camilliani e da Angelo Nacherino.
   Il 26 agosto del 1572 in una seduta consiliare del Senato di Palermo si arrivò alle soluzioni per l'acquisto della fontana.     Presso il notaio Carasi di Palermo si stipulò il contratto di vendita tra i discendenti del compianto Vicerè ed il Senato di Palermo. La fontana fu comprata per 20.000 scudi  e venne consegnata al predetto Senato il 5 maggio 1574, venne "assittata" nella piazza su citata a cura di Camillo Camilliani, figlio del già citato Francesco.    La fontana è a pianta ellittica, con un circuito di circa 133 metri e una altezza di 12,90 metri, nel primo ordine è cinta da eleganti balaustre, interrotti da quatto grandi accessi scanditi ognuno da due termini, colossali mezze figure virili e muliebri, sorrette da mensoloni.    Nel secondo ordine con quattro scalinate, presenta altrettante peschiere, ciascuna con sei nicchie ornate da teste di animali.
    Al margine di ogni peschiera è collocata un'ampia vasca, sul cui bordo giace una grande statua che rappresenta un fiume ed è fiancheggiata da altrettante statue di Tritoni, Nereide e Sirene. 
   Agli angoli di ciascuna delle balaustre, le quali scandiscono le quattro scale di accesso, sedici statue rappresentano i diversi numi del piacere e dell'abbondanza.
   Nel centro del secondo ordine si apre una grande vasca, dalla quale emergono due mostri marini che sorreggono una prima tazza con quattro oche di marmo attorno e un gruppo di cavalli marini al centro, sui quali, anche essi in gruppo, quattro delfini con altrettante sirene che sostengono una seconda tazza. In mezzo a questa quattro amorini alati, sui quali poggia l'ultima tazza sovrastata da un bel putto, che da un a cornucopia versa un bel fiotto d'acqua.
    Il poeta monrealese Antonio Veneziano invitato dal Senato ad esprimere il proprio parere sulle statue che adornavano la piazza, indicò con i nomi dei torrenti palermitani le quattro grandi statue giacenti della fontana e cioè:Oreto, Maredolce:Papireto e Gabriele. Il putto nudo che sovrasta la fontana lo indicò come Genio di Palermo, che invece secondo una antica tradizione aveva l'aspetto di "un venerabile vecchietto coronato, con un serpe nel petto e un cesto di frutta ai piedi".
   La sistemazione della meravigliosa fontana nella Piazza Pretoria  costituì un episodio importantissimo nel processo di urbanizzazione della Palermo cinquecentesca.